Cure palliative e supporto al lutto

Quando non c’è più niente da fare, c’è ancora molto da fare

Dame Cicely Saunders

Ritengo che questo prezioso insegnamento di Dame Cicely Saunders, madre delle cure palliative, rappresenti l’essenza del mio lavoro come psicologa palliativista.

La parola “Palliativo” proviene etimologicamente da pallium, parola latina che significa mantello. La leggenda narra di Martino (San Martino è il patrono delle cure palliative) un giovane soldato di Pannonia, sulla cui strada un giorno incrociò un vecchio, sfinito dalla stanchezza e dal freddo. Martino non ci pensò due volte e, presa la spada, tagliò il suo mantello a metà, offrendone una parte al poveretto. Improvvisamente il clima divenne mite e il cielo si colorò di azzurro. Il pallium quindi rimanda al significato di protezione, calore e presa in cura.

Le Cure Palliative in Italia vengono riconosciute e garantite mediante la legge 38 del 2010 con l’obiettivo di assicurare il rispetto della dignità e dell’autonomia della persona umana, il bisogno di salute, l’equità nell’accesso all’assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze.

Nel 2009 ho iniziato il mio percorso professionale in qualità di psicologa palliativista in collaborazione con l’associazione AMO Baldo Garda Onlus (VR). Il mio progetto lavorativo prevede l’assistenza psicologica e l’accompagnamento a domicilio di malati oncologici in fase terminale e le loro famiglie. In particolare il mio intervento implica colloqui di sostegno, di accoglienza e di valutazione e la possibile ricomposizione di dinamiche relazionali stravolte dalla malattia inguaribile.

La mia formazione in tal senso abbraccia una particolare attenzione alla comunicazione e alla relazione sia nei confronti della persona affetta da malattia inguaribile sia dei suoi familiari. In questo scenario le vere protagoniste sono le emozioni, principalmente legate all’angoscia di vita e di morte, che vengono affrontate quotidianamente e che hanno bisogno di uno spazio di elaborazione.

Oltre a quanto descritto, la mia attività comprende anche uno spazio specifico per quanto riguarda l‘elaborazione del lutto sia per i familiari coinvolti nell’assistenza domiciliare, sia per chi privatamente richiede il mio intervento (ad esempio per lutto improvviso, complicato o plurimo) ed è dedicata anche ai bambini o adolescenti che hanno sperimentato o sperimentano nell’oggi una perdita legata alla morte.